I parametri UTM servono a capire da dove arriva il traffico e quale campagna lo ha generato. Non migliorano la SEO da soli, ma rendono più leggibili i dati in Analytics e nei report marketing.
Il problema è che spesso vengono compilati in modo incoerente: una volta “newsletter”, una volta “email”, una volta “mail”. Dopo qualche settimana i dati diventano difficili da confrontare.
Per evitarlo, usa il Generatore UTM e mantieni una convenzione stabile. Se stai creando anche URL più puliti per pagine o campagne, abbinalo al Generatore di slug.
I campi principali
- utm_source: la piattaforma o sorgente, per esempio newsletter, google, linkedin.
- utm_medium: il canale, per esempio email, cpc, social.
- utm_campaign: il nome della campagna.
- utm_term: utile soprattutto per keyword o segmenti.
- utm_content: distingue varianti, bottoni o creatività diverse.
La regola più importante
La coerenza vale più della creatività. Scegli minuscole, trattini o underscore, e usa sempre lo stesso formato. Un parametro pulito oggi evita report disordinati domani.
Workflow semplice
- Definisci source e medium prima di costruire il link.
- Usa un nome campagna breve ma riconoscibile.
- Aggiungi content solo quando devi distinguere varianti reali.
- Controlla l’URL finale prima di pubblicarlo.
Un buon link UTM non deve essere bello da leggere: deve essere stabile, prevedibile e utile quando andrai a confrontare i risultati.

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